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| STUDIO 54 SELEZIONI PERICOLOSE (Data Pubblicazione: 12/01/2010) |
“Natasha” dice Peter alla bruna che gli siede di fronte, “io questa cosa la devo fare a tutti i costi”. La donna abbassa lo sguardo, mentre gli occhi di Peter sono fissi sulle sue cosce accavallate e lasciate scoperte da un abitino nero assai ridotto. “E pure tu”. Un sussulto allora scuote le spalle di Natasha, seguito da uno più breve e un altro ancora, con lui che si infila piano la mano nei pantaloni di raso bianco, muovendo su e giù l’indice, il pollice e il medio alla base del cazzo. “Lui è mio cliente più importante, non posso fare questo”. Peter la guarda poi si alza di scatto, sbatte un pugno sulla scrivania, le dita dell’altra mano ancora strette intorno all’uccello, “E io ti ho raccolta dalla strada, e quindi tu lo fai!”. La ragazza solleva la testa, la faccia di lui è a un millimetro dalla sua: negli occhi non c’è la rabbia che si sarebbe aspettata di trovare “Ti prego. Per tutto quello che c’è stato”. Si inginocchia e asciuga le lacrime di Natasha succhiandole con le labbra, le stringe la mano destra tra le sue, inizia a baciarla, ne lecca il dorso e il palmo, poi sale lungo le cosce sode fino alle mutandine, in cui infila la lingua “Lo faccio. Solo per te”. “Così va bene” le risponde lui. “Una cosa ti chiedo però: nel video non si deve vedere mia faccia”.
La mattina dopo Natasha invita il senatore a passare la notte con lei nel bordello di Peter, lo studio 54, che visto da fuori appare come una normale discoteca. Ci mette poco a convincerlo: è un suo cliente abituale da più di cinque anni. Intanto le telecamere vengono sistemate ai quattro angoli della stanza in cui avverrà l’incontro: lo spettacolo può cominciare.
Alle 3 del mattino le camere sono già tutte piene, compresa quella destinata a Natasha e al senatore. Imbottito di coca e popper Peter inizia la sua abituale e personale via crucis: cammina lungo il corridoio rosso sangue languidamente illuminato da faretti installati nel pavimento: allungati alle estremità e larghi al centro, sono piccole vagine che fanno luce dal basso. Nella prima stanza uomini e ragazze, seminudi, sono distesi di traverso sul letto. In un angolo un’adolescente bionda, dalla t-shirt rialzata sui seni, fa un pompino a un quarantenne muscoloso; Peter si avvicina, ma la ragazza gli fa cenno di allontanarsi. A mezzo metro è sdraiata una bruna dalla pelle olivastra e dai seni magnifici, con la gonna rialzata fino alla vita. Sembra profondamente addormentata e non reagisce quando lui le allarga le cosce; ma quando le introduce un dito nella fica lei gli respinge la mano meccanicamente, senza svegliarsi davvero. Nella seconda stanza una ragazza è distesa sul letto in mezzo a un gruppo, ha indosso solo una minigonna dorata, rialzata fino alla vita: un uomo sdraiato dietro di lei, alto, bruno e con lunghi capelli ricci, la sculaccia con violenza mentre si accinge a penetrarla. Lei parla con un altro uomo, anche lui bruno, molto muscoloso; nello stesso tempo gioca con il suo sesso, sbattendoselo sorridente contro il naso e contro le guance. Appoggiata alla parete, una biondina completamente nuda guarda la scena con un sorriso ebete; poi si gira verso Peter, e lo invita con lo sguardo. Lui sorride, ed entrando si chiude la porta alle spalle, a chiave.
Nella stanza del senatore le telecamere filmano due corpi ansimanti e sudati. Lei cavalca l’uomo salendo e scendendo con la giusta velocità, contraendo e dilatando la fica depilata lungo il cazzo di lui. Ha una mano stretta sui suoi coglioni, che stringe ora piano, ora più forte, stando attenta a seguire lo stesso ritmo dei movimenti della sua fica. Quando sente che lui sta per venire si ferma di colpo, e preme prontamente con due dita per fermare l’eiaculazione alla sua fonte; poi, quando il pericolo è passato, ricomincia. Continua in questo modo fino a che l’uomo chiede pietà: prega la donna di poterle venire in bocca. Natasha allora si inginocchia ai piedi del letto, con il viso all’altezza del cazzo del senatore, che comincia a leccare metodicamente, centimetro dopo centimetro, prima di richiudere le labbra sul glande. Poi con le mani lo masturba lentamente e con forza, come per estrarre ogni goccia di sperma dalle profondità di quell’uomo ormai condannato; e quando lui eiacula, lei lo tiene in bocca, quasi immobile, succhiandogli il cazzo al rallentatore e chiudendo gli occhi. Ancora ansimante, Natasha abbraccia a lungo il senatore, tenendolo stretto a sé. Poi i due si distendono, sorridendo felici mentre guardano i loro corpi nudi riflessi sullo specchio immenso che fa da soffitto alla stanza, e dietro il quale sta piazzata una delle tante telecamere che ha filmato freddamente la loro fine.
Meno di una settimana dopo, tutti i quotidiani dedicavano ampio spazio alle dimissioni di un autorevole senatore della repubblica. Un piccolo spazio in cronaca locale era invece riservato al ritrovamento del cadavere di una prostituta, abbandonato nella stanza di un grigio motel fuori città. By KOLMARK ILLUSTRAZIONE DI ELSILENCIO
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| DOVE FINISCE LO STRES è INIZIA IL PIACERE ALLO STATO PURO (Data Pubblicazione: 21/12/2009) |
E’ difficile trovare le parole per descrivere le sensazioni che si provano entrando nel mondo sensuale e raffinato dell’Alter Ego. Un posto unico a Roma, in cui sono fusi insieme con mirabile perfezione la trasgressione di un club privè e i trattamenti per il corpo che solo i migliori centri benessere sono in grado di proporre. Un’esperienza sexy e mozzafiato, da trascorrere attraverso la darkroom e la sauna, la discoteca erotica e la piscina con idromassaggio … … il tutto immerso in un vortice cromatico su cui dominano incontrastati il rosso e il blu. L’Alter Ego è l’unico locale a Roma e nel Lazio segnalato su Incontri on Line.
Le Ninfe hanno incontrato per voi il direttore artistico dell’Alter Ego: Giancarlo lo Stregone
Allora Giancarlo, come e quando nasce l’Alter Ego?
L’Alter Ego nasce nel Settembre del 2009, dalla volontà di creare un club privè che sia in grado di offrire ai suoi clienti un’atmosfera diversa dagli altri locali di questo genere, e che soprattutto sappia andare incontro ad esigenze finora clamorosamente ignorate, a Roma e non solo.
Per esempio?
Per esempio il fatto che a differenza di tutti gli altri club privè ci troviamo all’interno del grande raccordo anulare, dentro Roma. Siamo vicini alla metropolitana e a diverse fermate di autobus; in questa maniera possiamo intercettare i bisogni di turisti stranieri che, muovendosi per la città senza automobile, hanno modo di raggiungerci in tutta comodità utilizzando i mezzi pubblici, nonché i bisogni di tutte quelle persone che, se anche vogliono recarsi in un club privè, magari non possono farlo perché non guidano oppure perché scoraggiati dalle grandi distanze da percorrere per arrivarci.
Avrete una clientela molto varia
Sì, e questo si riflette sulla qualità dei nostri servizi. Da noi è possibile incontrarsi e interagire con coppie di olandesi, tedeschi, francesi … … insomma con coppie che arrivano da ogni parte del mondo. Con il loro bagaglio di culture ed esperienze diverse.
L’Alter Ego offre altri vantaggi rispetto alla concorrenza?
Uno in particolare: il locale apre alle 16:00. Credimi questo è fondamentale per quelle coppie che hanno l’esigenza di lasciare i propri figli a qualcuno. Tutti sappiamo quanto è difficile trovare una baby-sitter che rimanga a lavorare oltre la mezzanotte, ed è per questo che l’apertura pomeridiana rappresenta la soluzione ottimale al problema. La coppia può lasciare i suoi figli, venire da noi nel pomeriggio e tornarsene tranquillamente a casa prima di mezzanotte.
In effetti non è una soluzione da poco.
E’ una missione: ai nostri soci non deve mancare alcuna possibilità.
In attesa della serata speciale del Capodanno 2010, puoi anticiparci le novità del prossimo anno?
Nei primi mesi del 2010 inaugureremo un’area di 300m₂. Uno spazio immenso che nell’immediato sarà utilizzato per il grande evento dell’ultimo dell’anno, per poi ospitare nei mesi successivi iniziative che, ne siamo sicuri, i nostri soci apprezzeranno molto. Ci saranno nuove stanze a tema: l’harem, il mondo contadino e l’universo seducente e torbido del BDSM sono solo alcuni degli ambienti a cui stiamo lavorando; ogni camera avrà poi una diversa tonalità cromatica e sensori di movimento che permetteranno agli utenti di percepire odori diversi a seconda delle esigenze del momento. E come se questo non bastasse cureremo l’allestimento di una serie di mostre d’arte. Il nostro obiettivo è quello di creare una cornice unica che renda il sesso ancora migliore e più soddisfacente.
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COUR DE FER
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| BRIVIDI IN SPA (Data Pubblicazione: 14/12/2009) |
Ascoltare il suono melodioso di quella voce scandire il suo nome, B-E-N-I-T-O lo faceva rabbrividire di piacere. Appena alzava lo sguardo per incontrare quello di lei che lo chiamava, poteva percepire con chiarezza e imbarazzo che piccole macchie rosse iniziavano lentamente a farsi strada sul suo bel volto virile, per poi divenire sempre più intense e diffuse mentre si avvicinava a lei attraversando l’elegante e spaziosa sala pesi. Non si spiegava il rossore, e si infuriava con se stesso per questa manifestazione di debolezza: era un personal trainer di venticinque anni amato dalle donne e sicuro del suo fascino. Perché allora Ginevra gli faceva questo effetto? L’ imbarazzo e la timidezza si scioglievano quando finalmente la toccava, poggiando con delicatezza le mani sul corpo di lei per correggere una postura sbagliata o per impedire che durante un esercizio facesse dei movimenti scorretti. Quel giorno Ginevra indossava leggins neri di tessuto elasticizzato tagliati alla caviglia che aderivano totalmente alle cosce e alle natiche e un top in microfibra dello stesso colore che metteva in risalto il suo punto di forza, i seni. Aveva i seni più belli che lui avesse mai visto, erano tondi pieni perfetti.
Mentre le teneva in flessione la gamba destra Benito sentiva levarsi dentro di sé un’eccitazione che cresceva inesorabile ogni volta che la sua mano si posava, ancora professionale, sul polpaccio e sulla coscia morbida e muscolosa di Ginevra. Bruciava dentro, e col passare dei minuti i sensi gli si scatenarono a tal punto che all’improvviso, nella sua immaginazione, la vide come in quel momento desiderava vederla: stesa sul letto sotto di lui, passivamente supina, in attesa che le aprisse le gambe e glielo mettesse dentro; e invece Benito le ficcava due cuscini sotto la testa, tirandogliela su, e facendogliela appoggiare alla spalliera del letto. Poi in questa posizione, con le ginocchia piantate ai lati del suo corpo e il culo centrato su di lei, si sporgeva verso il suo viso e ritmicamente, senza interruzioni, glielo metteva in bocca e spingeva. Ginevra gli era sempre sembrata una donna troppo perfetta e di classe per lui, doveva portarla al suo livello, e non c’era niente di meglio che un po’ di brutalità per riuscirci. Per sconvolgerla ancora di più, nel suo delirio l’aveva immobilizzata, tenendola per i capelli, prendendone una ciocca con la mano e avvolgendosela intorno al pugno come un nastro, come una cinghia, come le redini attaccate al morso di una briglia. Le veniva in bocca rischiando di soffocarla … …
Ginevra si accorse che Benito la guardava assorto e distratto mentre faceva gli esercizi; come se di fronte a lui ci fosse qualcosa di completamente diverso e infinitamente più sublime rispetto a lei che portava a termine a fatica la sua ultima serie. Si era fatto tardi, doveva scendere negli spogliatoi, in fretta. Si alzò dalla panca e raccolse le sue cose
“E’ stato un piacere, a presto”
“Vai già via?”
Lei sorrise: “Se restassi ancora un minuto su quella panca forse non mi alzerei più”
“In quel caso saprei io come intrattenerti” disse Benito, arrossendo subito dopo e chinandosi per rialzare lo schienale della panca su cui era sdraiata Ginevra. Lei lo guardò, affascinata da quel connubio così insolito: un corpo magnifico, definito anche nel dettaglio più infinitesimale insieme ad una timidezza che non ti saresti mai aspettata in un uomo così bello. E poi una piccola rosa rossa sanguinante tatuata sul suo bicipite destro; un dettaglio che le era entrato nel cervello e da cui, ogni volta che le era sotto gli occhi, doveva sforzarsi di distogliere lo sguardo. Lo salutò ancora, e si diresse verso gli spogliatoi.
L’eccitazione e l’imbarazzo insieme gli fecero perdere il controllo, e mentre la guardava allontanarsi, gli occhi fissi sul suo culo perfetto, all’infuori e sodo come quello delle negre, pensò che doveva averla adesso immediatamente subito; nello stato in cui era gli importava assai poco che il marito di Ginevra fosse anche il suo capo nonché il proprietario della spa in cui lavorava, e che questo gioco poteva costargli il posto se uno qualsiasi degli impiegati lo avesse visto in atteggiamento intimo con lei. In quel momento l’unico segnale di attività cerebrale nel suo organismo era la sensazione fisica, quasi reale, che avrebbe provato di lì a poco penetrandola da dietro mentre con tutte e due le mani le strizzava con forza le grosse tette tenendola ferma.
Ginevra infilò l’elegante scala a chiocciola che portava al livello inferiore, e immediatamente si accorse che Benito stava per fare altrettanto dietro di lei; era quello che voleva, quindi se la prese comoda e si fece seguire dal ragazzo. Il primo livello della spa, subito sopra la piscina coperta e sotto la sala pesi, di solito lasciava sorpreso e impreparato il visitatore che vi entrava per la prima volta: lusso sfrenato ovunque, pavimenti in marmo bianco serpeggianti lungo corridoi illusoriamente infiniti. Le camere per l’idroterapia e la balneoterapia si aprivano sulle pareti come calde e lascive bocche di femmina pronte a inghiottire qualsiasi cosa, e nascoste dietro un passaggio stretto e oscuro, oltre lo spazio alto e vuoto che era l’atrio, stavano le saune, abbaglianti spartane funzionali: fiumi d’acqua versati su pietre roventi.
Il culo di Ginevra si muoveva irresistibile davanti a lui: ogni singola cellula di quella deliziosa opera architettonica fatta di pelle umana che era il sedere di lei sembrava dirgli che l’unica cosa che mancava alla sua semi-compiuta perfezione era il cazzo di Benito che affondava, con la giusta dose di veemenza ed entusiasmo, nel solco di quelle natiche, per trasformare l’ano di Ginevra in un abisso nero e senza fondo. Le si avvicinò ancora di più, sempre restando guardingo, e prese le scale che scendevano alla piscina nello stesso momento in cui le porte dell’ascensore che portavano al livello inferiore si chiudevano dietro Ginevra. Arrivò prima lui, e in questo modo si ritrovò in piedi, appoggiato con la schiena su una delle colonne che sorreggevano l’alto soffitto, ad aspettare che lei uscisse dall’ascensore, il cuore che gli rimbombava nel petto come un tamburo africano.
Piccolissime onde inquiete movimentavano le acque della piscina, e le linee di fondo, blu scuro rispetto alla pavimentazione azzurrina, disegnavano ombre mobili e bluastre sulle pareti chiare e sul soffitto.
Appena uscita dall’ascensore Ginevra se lo ritrovò davanti, lo sguardo implorante perso negli occhi di lei. Ma fu solo un attimo: infatti Benito volse subito il viso verso l’acqua aspettando che lei passasse per poi poterla seguire. Ginevra lasciò fare e non disse niente, ma nello spazio che ancora le mancava da percorrere per arrivare agli spogliatoi le venne da pensare, per la prima volta quel giorno, a suo marito. Molto probabilmente la ragione risiedeva nel fatto che lo stava per tradire con due persone diverse nello stesso momento: un azzardo anche per lei. Fece scorrere la porta dello spogliatoio femminile e si sedette ad aspettare. La luce troppo forte proveniente dalle lampade che sporgevano con il collo sinuoso dal legno delle pareti le fece tornare alla mente una leggenda assurda a cui diverse persone avevano attribuito però un fondo di verità. Alcuni mesi prima le era capitato di ascoltare, non vista, una conversazione piuttosto inquietante tra due inservienti: secondo uno di loro suo marito aveva sistemato una dozzina di telecamere nascoste all’interno dello spogliatoio femminile. Lì per lì trovò la cosa ridicola e offensiva, adesso invece il pensiero di essere spiata la rendeva nervosa … … ma in quel momento apparve lei. Era nuda, nel suo volto in ogni suo gesto c’erano un’innocenza, una grazia sensuale sconvolgenti. Chiara aveva i capelli biondi e la pelle bianchissima, i suoi occhi erano scuri, attenti. Si avvicinò a Ginevra, a tal punto che il piccolo rettangolo biondo che erano i peli della sua fica, quasi le sfiorava il volto; Ginevra si abbandonò completamente, era confusa e stordita, la faccia affondata tra le cosce di Chiara mentre la lingua cercava di aprire le grandi labbra e si arrampicava in su verso il clitoride. Chiara si lasciò sfuggire un gemito, poi si piegò sulle ginocchia e costrinse la sua compagna ad alzarsi: adesso le parti erano invertite.
Ginevra si tolse l’assorbente e rimase in piedi con un ginocchio flesso verso l’altro e con un filo di sangue che le rigava le cosce, Chiara si sentiva emozionata contenta ipnotizzata. Quando si erano messe d’accordo per quell’incontro aveva deciso di chiedere il massimo a Ginevra e fu contenta quando lei alla fine accettò. Cominciò a leccarla e a pulirla con la lingua, il viso premuto sulle sue carni come quello di un poppante. Quando ebbe finito si sdraiò sul pavimento e allargò le gambe, mentre Ginevra iniziò di nuovo a lavorare sulla sua fica continuando ciò che aveva già cominciato a fare poco prima. La sua lingua si muoveva guizzando tra le grandi e le piccole labbra, spingendosi a fondo, per quanto era possibile, nella vagina. Che non ci fosse una donna capace di farla godere come Ginevra, Chiara lo sapeva bene, ma oggi la sua amica era così attenta e meticolosa che lei sentì qualcosa di diverso dal solito; era come se tutta l’eccitazione che provava si stesse sciogliendo piano piano dentro di lei per diventare un fluido incontenibile, libero irruento selvaggio. Le contrazioni ritmiche dei muscoli pelvici che non riusciva in nessun modo a controllare non facevano altro che accrescere questa marea, fino a quando fu impossibile per Chiara riuscire a contenerla: un mix di glucosio, creatinina e PSA venne allora espulso in gran quantità sul viso dell’amica. Ginevra si ritrasse istintivamente, il viso tutto bagnato; poi iniziò a pulirsi con le mani mentre una risata le saliva dalla gola. Chiara tentò di rimettersi in piedi, scivolò, e rise: insieme ridevano di gioia e di piacere, abbracciate strette sul pavimento bagnato dall’eiaculazione di Chiara. Lei si sentiva addosso la pelle fresca e morbida di Ginevra, e stava bene come forse non era mai stata. Fu un colpo quando la porta degli spogliatoi si aprì all’improvviso, senza rumore. Un ragazzo si stava avvicinando piano. Rosso in faccia e con l’andatura incerta sorrise a Ginevra, che ricambiò e si staccò da Chiara alzando il busto e rimanendole a cavalcioni, le cosce strette sulle anche di lei.
L’altezza era quella giusta per prendere in bocca il cazzo che Benito aveva appena tirato fuori dai pantaloni. Ginevra cominciò a succhiarlo con gusto, sfregando nello stesso tempo la sua fica su quella di Chiara sotto di lei … …, ma sentiva che c’era qualcosa di sbagliato, aveva freddo; e non era la sola perché poteva vedere con chiarezza che anche la pelle della sua amica si stava increspando. Con la coda dell’occhio si guardò le braccia, i piccoli peli biondi si stavano rizzando … … poi all’improvviso, BUIO.
Nell’oscurità totale i tre cominciarono a sentire delle interferenze radio paurosamente vicine ma di cui era impossibile rintracciare la fonte. Poi una voce spettrale iniziò a parlare. In quel preciso istante Ginevra seppe con certezza che suo marito l’aveva scoperta … …
FINE
COUR DE FER
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| EROS AD ALTISSIMI LIVELLI (Data Pubblicazione: 13/11/2009) |
http://www.eros-service.it/
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COPPIA TROVATA A FARE SESSO NEL METRò , VIDEO SARà VERO ?
(Data Pubblicazione: 11/12/2010) |
| Sesso libero davanti a tutti a Vienna , una coppia che dalle segnalazioni si sarebbe trovata sul treno Vorgartenstrasse U1 in Austria ha iniziato a spogliarsi e toccarsi mentre gli altri passeggeri si allontanavano con finto sdegno e forte curiosità hanno filmato il rapporto sessuale completo con i telefonini per poi caricarlo su intenet creando un boom di visualizzazioni. L'emittente telvisiva Secondo OE 24 non è sicura della veridicità del video ma ciò nonostante a migliaglia di curiosi e voyeur si precipitano su google a cercare il video hard amatoriale. Il link per guardare il video sesso in metrò |
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BOMBA SEXY
(Data Pubblicazione: 30/09/2010) |
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DIARIO INCOMPLETO
(Data Pubblicazione: 21/07/2010) |
| Sono completamente bagnata, solo il pensiero di tornare a casa prima dal lavoro per dedicarmi all’arte che più amo mi rendeva il corpo di un calore soave . Penso e ripenso a quello che voglio fare per raggiungere gli apici della libidine, la sua prestanza e al mia fortissima voglia di scopare stasera mi renderanno felice e realizzata, è da un po’ di tempo che ho sempre un solo pensiero anzi un prurito perverso. Aperta la porta di casa silenziosamente noto già un’atmosfera appartata , le persiane sono abbassate , incensi accesi nel corridoio e musica ambiente , lui il porco di mio marito mi ha preceduta, ha avuto il mio stesso pensiero , la camera da letto ha la porta socchiusa, avvicinandomi sento dei gemiti di piacere , inizialmente la cosa non mi insospettisce Massimo il porco e solito masturbarsi prima di scopare , per me non è un segreto e sinceramente non mi da fastidio anche perché dopo lui pensa sempre a farmi esplodere di piacere . I rumori che sento non sono di una sola persona il cuore inizia a battermi sempre più forte , mi avvicino silenziosamente alla porta , la prima cosa che noto è mio marito sovrastato da un corpo femminile, la posizione che hanno è molto strana, Massimo è con la schiena rivolta sul letto e le gambe alzate , lei invece è su di lui …. Attraverso uno specchio posto dinnanzi al letto capisco che mio marito era in compagnia di un trans , e si sta facendo penetrare e dai gemiti che emette prova anche molto piacere , il transex lo infilzava per bene , con un ritmo ben scadenzato e profondo . La scena che ho d’avanti agli occhi non mi disgusta , però la rabbia di essere stata tradita mi assale , devo fermarli , devo stoppare questa scopata . Vado nel bagno e riempio un secchio di acqua fredda e poi torno alla camera da letto , la musica nasconde i miei movimenti ancora non sono stata scoperta, entro nella camera da letto e con molta foga rovescio il secchio d’acqua sui due come se fossero dei cani. Secondo me i trans per massimo fanno parte delle sue piccoletrsgressioni , così le sue amanti segrete sono transessuali !! Che scoperta assurda, cosa percepisce il maiale da un viados che una donna magnifica e sensuale come me non può dargli ??? Forse l’enorme giocattolo ben funzionante che ha tra le gambe . Seduta sul divano mentre i due si rivestivano , con lo sguardo nel vuoto mi fermo a riflettere a come abbia potuto avere queste relazioniroma, e cosa abbia scaturito in lui una serie di attrazionifatali. |
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escort italia
(Data Pubblicazione: 25/05/2010) |
| escort milano escort roma accompagnatrice |
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LA DOTTORESSA DEL SESSO
(Data Pubblicazione: 30/10/2009) |
| È forse il sogno erotico di tutti i maschietti: una sexy infermiera che si prende"cura" di tutto quello che un uomo desidera.
Il sogno non è poi così distante se si incontra Mare Simone, un medico che ha rilasciato pochi giorni fa un'intervista ad un giornale iglese sui suoi metodi di lavoro.
Questa donna di 54 anni, esperta e qualificata professionista di terapia sessuale, ha dedicato la sua vita ai problemi di cuore e di letto dei suoi clienti, votandosi completamente a loro. Infatti, su 10mila clienti, è stata a letto con 1500 di loro, per risolvere i loro problemi afferma:
«Mi sono guadagnata da vivere facendo sesso con uomini di altre donne, ma non sono né mi sento una prostituta. Fare sesso con i miei clienti fa bene a me e a loro, fa parte della terapia». |
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